Il Borgo in Arte

Il progetto

L’idea di colorare e animare, con interventi artistici di vario genere, i muri che accompagnano l’ingresso e l’attraversamento del borgo di Montepaone, parte dalla necessità di valorizzare le enormi ma inespresse potenzialità di un luogo da troppo tempo emarginato dai percorsi storico-artistici e culturali e di conseguenza dai flussi turistici che interessano la nostra regione e in particolare il nostro comprensorio. Valorizzare il centro storico attraverso il progetto “Il borgo in arte”, significa raccontare e veicolare attraverso il linguaggio dell’arte, la sua storia e identità. L’obiettivo precipuo che si persegue è la realizzazione, nel corso delle varie edizioni, di un vero e proprio itinerario turistico permanente, che integrandosi armonicamente nell’ambiente, sia in grado di raccontare Montepaone ai visitatori, attraverso l’illustrazione dei momenti più rilevanti della sua storia. Triplice potrà essere la sua funzione. Rappresenterà un biglietto da visita per Montepaone legando, nell’immaginario di chi si trova a transitarvi, il centro storico alle opere d’arte impresse sui muri; sarà in grado di stimolare la curiosità nei confronti del contenuto che rappresentato sulla tela/muro, rafforzando il senso di appartenenza al territorio. Infine fungerà da vera e propria guida nei confronti dei visitatori; quasi come un filo rosso congiungerà il patrimonio tangibile esistente: le Chiese, i Portali, i Palazzi delle famiglie di notabili, con quello intangibile: le storie dei suoi figli illustri e non, le leggende tramandate oralmente e il patrimonio culturale. Caratteristica del Progetto è il suo elevato grado di condivisione con la cittadinanza la quale è chiamata ad interagire positivamente con l’Associazione, con gli artisti e con gli enti partner, si sente dunque parte attiva del progetto e non lo vive passivamente. L’adozione di questa modalità di gestione del progetto, ne decreta il successo, facendo rientrare i murales dentro l’orizzonte di ciò che può essere definito bene comune. 

 

Oggetto

Gli interventi, ad opera di giovani artisti, vedranno all’opera linguaggi e tecniche diverse, in modo da creare un percorso capace di attrarre e guidare il visitatore alla scoperta dell’antico borgo e della sua storia. Gli artisti sono selezionati nel corso di ogni edizione a partire da una tematica che avrà ad oggetto i momenti salienti e più significativi della storia di Montepaone e della sua identità.

 

I edizione - Giugno 2014 (in collaborazione con Associazione Kairos di Lara Caccia): Incursioni barbaresche ed Origine del nome

La prima edizione del progetto si è focalizzata sulla narrazione delle origini. Raccontare le origini sia del nome che del centro abitato sono state le tematiche assegnate dal bando agli artisti. Tra i numerosi bozzetti ricevuti dagli artisti che si sono candidati, due sono i vincitori: l’opera sulle incursioni barbaresche di Elvira Malysheva che “racconta” l’incursione barbaresca, quella che ha sancito lo spostamento della popolazione dal primo insediamento, Aurunco situato a metà costa, a quello attuale, verso la collina la cui altura avrebbe garantito un migliore controllo degli approdi lungo il litorale e quello dell’artista Agnese Scultz che racconta le origini del nome: da Aurunco a Mons Pavonis. Tale nome che compare già intorno alla fine del 1100. L’interpretazione che se ne dà è duplice: fa riferimento alla eventualità che la collina ospitante l’abitato fosse dimora privilegiata dei pavoni, o vuole semplicemente decantarne la bellezza, quasi che la stessa sembri “pavoneggiarsi” sul mare.

Notizie sulle artiste: Elvira Malysheva di origine russa, proveniente dall’ Accademia di Catanzaro, utilizza un linguaggio pittorico capace di rappresentare il tema in maniera simbolica. Agnese Scultz proveniente dall’ Accademia di Belle Arti di Ravenna, vincitrice del Premio Limen 2013, utilizza nelle sue opere una rivisitazione originale dell’antica tecnica del mosaico.

 

II edizione - Giugno 2015: L’assedio saraceno e la catena umana

La seconda edizione ha inteso raccontare altri due avvenimenti salienti della storia della comunità montepaonese.

Il primo episodio fa riferimento all'assedio saraceno del XV sec. Nel 1594 la flotta di Sinan Bascià Cicala terrorizzò molti paesi della costa ionica. I saraceni, oltre a mettere a ferro e fuoco Montepaone, rubarono la campana della chiesa matrice. Si racconta che, non appena la galea salpò, a poche centinaia di metri dalla riva, s’inabissò. Tutt’oggi, in località “Sotto le mura” vi sono le tracce delle mura che anticamente circondavano il nucleo abitativo per difenderlo dalle incursioni. Il secondo invece rientra negli accadimenti sismici del 1783. I terremoti del 1783 arrecarono gravi danni alla chiesa matrice. La ristrutturazione avvenne ad opera della popolazione montepaonese che formò una catena umana lunga 7 Km in cui la gente si passava le pietre che dal mare venivano trasportate fino alla piazza. L’8 marzo dello stesso anno si verificò un eccezionale maremoto avvertito lungo le coste del litorale, ma a Montepaone non ci furono né vittime né danni. Si narra che la popolazione avesse fatto voto all’Immacolata e ancora oggi quel giorno è dedicato alla commemorazione di quell’evento.

Notizie sugli artisti: Gli artisti protagonisti di questa seconda edizione sono Giuseppe Stillo e Leonardo Cannistrà, giovani talenti calabresi, i cui bozzetti sono stati scelti dalla giuria tecnica tra i numerosi che sono pervenuti.

 

III edizione - Giugno 2016: Gregorio Mattei e Luigi Rossi e l’Olmo della Libertà

La terza edizione si è soffermata ancora sulla narrazione di fatti storici, e lo ha fatto però rappresentando le vicissitudini di due illustri concittadini e dando rilevanza ad uno dei simboli di Montepaone, l’Olmo della Libertà. Le opera vincitrici sono quelle di due giovani artisti catanzaresi: Leonardo Cannistrà e Paola Loprete.

La prima opera realizzata dal Cannistrà, illustra Gregorio Mattei e il cugino Luigi Rossi che fin da giovani si resero protagonisti, insieme ad altri figli dei notabili della società meridionale, di quel semestre rivoluzionario durante il governo dei Borbone nel Regno di Napoli, noto come la Repubblica Partenopea (1799). Strenui divulgatori degli ideali repubblicani e giacobini, ricoprirono importanti ruoli di governo durante la breve parentesi repubblicana, vennero condannati al patibolo in Piazza Mercato con la restaurazione e il ritorno al trono dei sovrani. La seconda opera realizzata dalla Loprete, illustra l'Olmo, detto albero della Libertà, così battezzato in quanto segna l’adesione della comunità montepaonese agli ideali repubblicani. Il vento della breve parentesi della Repubblica Partenopea sembra aver soffiato anche su Montepaone, dove come in altri comuni della penisola si iniziò ad innalzare questi alberi proprio per simboleggiare l’adesione a quegli ideali che portarono nel 1792 la Rivoluzione Francese e che animarono la parentesi repubblicana nel Regno di Napoli. Si ringraziano gli artisti che hanno saputo esprimere con fantasia e professionalità questi momenti importanti della nostra storia, suscitando negli osservatori non solo emozioni ma risvegliando anche in tutti i montepaonesi l'orgoglio di appartenere a questa comunità. Si ringrazia il professore Giuseppe Casaletto presidente della Giuria e curatore di questa edizione

Notizie sugli artisti: Leonardo Cannistrà laureatosi con lode all’Accademia delle Belli Arti di Catanzaro, è un artista eclettico, la sua arte spazia tra scultura, pittura e installazione, senza definizione di stili. Ha partecipato a numerose mostre e premi di levatura internazionale; recente la sua vittoria al premio internazionale Edgardo Mannucci. Paola Loprete (in arte Morpheus) anch’ella laureata con il massimo dei voti all’Accademia, ha all’attivo molteplici partecipazioni all’interno di esposizioni artistiche e le sue illustrazioni danno vita a progetti di video-animazione.

  

VI edizione - Giugno 2017: Brigantaggio ed Emigrazione

La storia continua ad essere fonte di ispirazione anche della quarta edizione del progetto “Il Borgo in Arte”. Non potevano essere tralasciati due importanti parentesi, che hanno però determinato profonde trasformazioni sociali e demografiche anche nella piccola comunità montepaonese, ovvero il brigantaggio e l’emigrazione. Due i bozzetti vincitori quello di Paola Loprete, che ha saputo descrivere con il suo stile fluido il periodo del Brigantaggio e quello di Simonluca Spadanuda che invece ha convinto la Giuria, presieduta anche per questa edizione dal Professore Casaletto Giuseppe, su come ha rappresentato l’emigrazione. Per quanto riguarda il primo fenomeno storico, Montepaone diede i natali verso la fine del ‘700 ad uno tra i più efferati briganti calabresi, soprannominato il Tiranno senz’anima. Non è certo questa la sede per indagare le cause di un fenomeno così complesso, quale quello del brigantaggio, le cui radici, è appurato, risiedono nella politica di spoliazione, emarginazione e sfruttamento ottemperata nei confronti delle popolazioni meridionali. Il fenomeno migratorio che si è voluto rappresentare è stato quello che si verificò dopo la seconda guerra mondiale. Quello che si può simbolicamente rappresentare con la valigia di cartone, l’oggetto che accompagnò i nostri emigranti nelle Americhe, nel Nord Italia e nel Nord Europa, e le cui rimesse però diedero nuova linfa per la ricostruzione delle comunità natie. La tematica dell’emigrazione è stata inoltre il filo conduttore degli eventi organizzati dall’Associazione proprio nell’estate 2017. Si ricorda in questa sede la mostra, La valigia di cartone, l’apposizione della targa commemorativa in piazza Immacolata, lo spettacolo teatrale contaminato “Terramara” e serate di intrattenimento musicale con intermezzi, racconti e poesie dedicate agli emigrati montepaonesi.

 

VII edizione - Giugno 2019: “C’era una volta”

Dopo la realizzazione delle prime otto opere che illustrano i momenti più significativi della storia di Montepaone, il progetto, nato per rivalutare il centro storico e il suo patrimonio culturale, prevede per questa edizione l’esecuzione di un grande dipinto che si scosta dalle precedenti opere per dimensioni, per luogo e per tema. Quello che si vuole valorizzare con il dipinto è la società rurale dei nostri nonni, fatta di un bagaglio culturale che si vorrebbe preservare dall’oblio. Non si intende celebrare aprioristicamente e in maniera puramente sentimentale un periodo della nostra storia seppur difficile dal punto di vista economico e sociale, ma al contrario riportarne alla luce gli elementi positivi: la dimensione collettiva della vita, i legami tra le generazioni, la laboriosità e l’operosità, l’utilizzo di beni comuni come l’acqua pubblica un tempo potabile e i boschi in cui tutti i membri della comunità si recavano per far legna, l’identità di case, strade e balconi, in cui gli elementi di costruzione ovvero la pietra e il ferro battuto si armonizzavano tra di loro, mentre con il passare del tempo si è assistito ad uno scempio del territorio, in cui si è persa l’identità dei centri storici grazie a colate di catrame e sanpietrini. L’opera realizzata da Leonardo Cannistrà e Beniamino Cosentino, ha riscosso tanto successo da parte del pubblico soprattutto attraverso i social. Molte le persone che passando dalla via Roma si sono prodigate a scattare foto e tante le testate giornalistiche del web che hanno dedicato articoli, moltiplicando la visibilità dell’opera.

 

VIII edizione - Giugno 2020: La vendemmia

Il progetto di questa edizione ha ripreso, in raccordo con quanto avviato nel giugno 2019 con il murales “C’era una volta”, la realizzazione di un altro grande dipinto che ha come tema un frammento della vita rurale di un tempo. La vendemmia rappresenta un momento molto significativo di quella società contadina, quale quella montepaonese, che non poteva non trovare adeguato riconoscimento. Si tratta di un’attività in cui si condensavano i sacrifici e il duro lavoro di mesi e mesi nei campi, rappresentava simbolicamente il momento di tirare le somme. Le famiglie di allora, del tempo dei nostri nonni per intenderci, riponevano molte aspettative, tra tutte quella di ottenere un buon raccolto, in modo tale da ripagarsi della fatica sostenuta. L’immagine evocata nel dipinto, sembra quasi richiamare un fotogramma del tempo, quando i vigneti della loc. Campo, erano animati fin di buon mattino da gruppi di uomini, di donne e di fanciulli. Nessuno escluso ed ognuno con un’attività ben precisa da svolgere, in barba ai moderni sostenitori del team working, si prodigavano a recidere i grappoli, adagiarli in grandi panari e trasportarli ricolmi nei punti di raccolta, dove venivano ammassati in enormi ruvaci che sarebbero stati trasportati dai fondi fin sopra la strada sulla groppa dell’asino. Il profumo dell’uva matura e della natura che sembrava disfarsi sotto l’ultimo sole caldo di settembre e di ottobre, segnava il passaggio dall’estate all’autunno, quando anche gli ultimi frutti, maturati sotto la calura estiva, venivano ormai raccolti e tutte le piante e gli alberi si consegnavano al lungo sonno autunnale. La vendemmia, come tutte le altre attività della società contadina, erano strettamente connesse all’alternarsi delle stagioni, e l’uomo altro non era che un tassello, il cui ruolo non era certo quello di stravolgerne il corso, ma di accompagnarlo. Si trattava di un rito di benedizione, di transizione da una stagione all’altra, in cui la stanchezza lasciava spazio soventemente all’allegria, alla condivisione non solo del lavoro ma anche del cibo frugale ma saporito che si sarebbe consumato da lì a poco sotto l’ombra di un platano. Mani rugose, visi solcati dal sudore e corpi impregnati dall’odore di zolfo, animavano i vigneti e si muovevano con gesti sapienti ed antichi. Quando tutto era compiuto, ci si spostava nei palmenti dove si assisteva all’attività di pigiatura. Anche questo murales è stato dipinto a quattro mani dai due giovani artisti Leonardo Cannistrà e Beniamino Cosentino.

 

Contaminazione del progetto “Il borgo in Arte” con il progetto “Abita Montepaone – Affitto breve”

Il progetto Il Borgo in Arte, ci teniamo a ricordare, è stato realizzato anche grazie al contributo dei proprietari delle case di Via Mattei e di Via Leonardo da Vinci, ribattezzate residenze degli artisti proprio perché sono state messe gratuitamente a disposizione per ospitare gli artisti che di anno in anno hanno preso parte alla realizzazione dei murales.

Le case, inserite nel progetto Abita Montepaone, nella sezione Affitto Breve, si trovano nel centro storico, la prima nella tranquilla e fiorita via Mattei e la seconda in Via Leonardo da Vinci, appena al di fuori dalle antiche mura del paese.

Le casette restano occupate solo per la settimana di giugno in cui si realizzano i murales, per poi tornare a disposizione dei turisti che intendono fare esperienza di un soggiorno estivo nel centro storico di Montepaone.

La casetta di via Mattei. Qui per vedere la pagina dell'abitazione per l'Affitto Breve.

L'appartemento di Via Leonardo da Vinci. Qui per vedere la pagina dell'abitazione per l'Affitto Breve.

© 2020 www.riviviamomontepaone.it. All Rights Reserved - Associazione Culturale Ri...vivi...amo Montepaone - Via Roma, 157 - 88060 Montepaone (CZ) - Codice Fiscale 97069640791