Itinerario naturalistico: Alla scoperta della natura montepaonese - valle dei mulini e il “gurnale di Caroijolo”

Nell’ambito delle iniziative volte a far conoscere e a rivalutare la natura che circonda il centro storico, l’Associazione ha riportato alla luce, quello che nell'articolo precedente viene classificato come "Sentiero 2"

(un sentiero secondario che parte dal fiume Grizzo e sale imboccandosi in un fosso che fungeva da confine naturale tra i terreni, esso giunge sino alla "Rosa dè Bianchi" dove si biforca in due stradelle Comunali, della "Rosa" a destra, della "Scrisìa" a sinistra).

Il sentiero può essere percorso nel periodo primaverile ed estivo; è durante questo momento dell’anno che l’Associazione riesce a programmare numerose visite guidate sia per i residenti che per i turisti.

L’itinerario si presenta molto più impegnativo rispetto al primo. Sia per la lunghezza che per la difficoltà nel percorre lo stesso. Si accede dalla località Sotto le Mura e scendendo il costone adiacente il "Ponte di Ciuccio" (così definito perché il profilo della linea di carreggiata si presenta nella forma più o meno arcuata di saliscendi, assimilabile visivamente alla schiena di un asino) si arriva nella "Valle dei Mulini".

Caratteristici ruderi di uno dei tre mulini ad acqua (e L’ammenzu, e De Giorgi…), si stagliano ancora verso il cielo.

La sajitta che ancora è ben visibile, traccia il percorso sopra il fiume. Dopo aver visitato quello che resta degli antichi mulini ad acqua e aver fruito della narrazione della guida, sia sul funzionamento degli stessi che sugli aneddoti e i ricordi rimasti nella cultura orale popolare, ci sia avvia a guadare il fiume Grizzo. In realtà sarebbe più corretto utilizzare il termine torrente, in quanto come i torrenti è caratterizzato da un deflusso delle acque estremamente variabile. Abbondante in inverno e scarso o estremamente ridotto nel periodo primaverile/estivo. Guadarlo non è certo una passeggiata, ma il paesaggio naturalistico nel quale ci si ritrova immersi, ripaga ogni fatica. Le rocce, la macchia mediterranea, fatta di ginestre e mirti in fiore, di ombrosi alberi secolari avvolgono i sensi, non più abituati a un contatto così intimo con la natura. La fauna fa capolino: pesci d’acqua dolce, girini, farfalle colorate, insetti e qualche rettile impaurito, sembrano stupirsi della presenza dell’uomo. Una volta questi sentieri erano “mantenuti vivi” dalla gente del paese, che nel periodo estivo e primaverile era solita frequentarli per recarsi nei rispettivi orti o più semplicemente per trovare ristoro immergendosi nei gurnali (piscine naturali presenti lungo il sentiero).

 

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